mercoledì 12 agosto 2015
mercoledì 5 agosto 2015
Fiat/Presentata la Abarth 595 Competizione, debutto Jeep a febbraio
GREATER NOIDA (NEW DELHI), 4 AGO - Il debutto della Jeep in India e' previsto per il febbraio 2016 al Motor Show di New Delhi. Lo ha detto oggi all'ANSA Kevin Flynn, presidente e managing director di Fca India Automobile privated Limited, la joint venture con l'indiana Tata. "In questo momento - ha aggiunto - stiamo mettendo a punto la rete di concessionari. Stiamo lavorando a questo lancio con molto entusiasmo". Due modelli di suv saranno inizialmente assemblati nello stabilimento di Ranjangaon, nello stato centrale del Maharashtra.
All'inizio di luglio Fiat Chrysler Automobiles aveva annunciato l'investimento di circa 280 milioni di dollari nella joint venture indiana con l'obiettivo di sostenere la produzione di una nuova vettura Jeep a Ranjangaon a partire dal secondo trimestre 2017.
Fca India ha presentato oggi alla stampa la Abarth 596 Competizione, che si ispira alla Fiat 500. Il lancio e' avvenuto al Buddh International Circuit di Greater Noida, nei pressi di New Delhi, dove fino a due anni fa si teneva il Gp dell'India. Il nuovo modello, prodotto in Polonia, sara' introdotto sul mercato indiano al costo su strada di 29.850 rupie (circa 42 mila euro).
Fca India ha presentato oggi alla stampa la Abarth 596 Competizione, che si ispira alla Fiat 500. Il lancio e' avvenuto al Buddh International Circuit di Greater Noida, nei pressi di New Delhi, dove fino a due anni fa si teneva il Gp dell'India. Il nuovo modello, prodotto in Polonia, sara' introdotto sul mercato indiano al costo su strada di 29.850 rupie (circa 42 mila euro).
mercoledì 15 luglio 2015
lunedì 29 giugno 2015
lunedì 22 giugno 2015
giovedì 4 giugno 2015
lunedì 1 giugno 2015
Finmeccanica: inchiesta elicotteri AgustaWestland in stallo per mancanza prove
Su Ansa
L'inchiesta della polizia indiana su presunte tangenti pagate per la fornitura all'India di 12 elicotteri AgustaWestland (Finmeccanica) sarebbe a un punto morto a causa della mancanza di prove documentali. Lo riferisce oggi il Times of India. A oltre due anni dallo scandalo che ha coinvolto un ex generale dell'Aeronautica indiana, "le autorità italiane - si legge - non hanno inviato all'India nemmeno un documento probante ('documentary evidence') per accertare le accuse di corruzione e di associazione a delinquere". Secondo il giornale, l'Ufficio centrale di Investigazione (Cbi), che è la 'Fbi indiana', "ha ottenuto diversi documenti dagli investigatori italiani da canali informali, ma non a livello diplomatico". Soltanto con degli atti ufficiali è possibile provare le irregolarità. L'India aveva chiesto la collaborazione anche di altri Paesi coinvolti nel riciclaggio delle tangenti veicolate attraverso diversi mediatori. Si tratta di Regno Unito, Tunisia, Svizzera, Isole Cayman, Singapore, Isole Vergini britanniche, Mauritius e Emirati Arabi. Tuttavia, precisa un funzionario della Cbi citato dal giornale, "nessuno ha risposto alle richieste di New Delhi"
L'inchiesta della polizia indiana su presunte tangenti pagate per la fornitura all'India di 12 elicotteri AgustaWestland (Finmeccanica) sarebbe a un punto morto a causa della mancanza di prove documentali. Lo riferisce oggi il Times of India. A oltre due anni dallo scandalo che ha coinvolto un ex generale dell'Aeronautica indiana, "le autorità italiane - si legge - non hanno inviato all'India nemmeno un documento probante ('documentary evidence') per accertare le accuse di corruzione e di associazione a delinquere". Secondo il giornale, l'Ufficio centrale di Investigazione (Cbi), che è la 'Fbi indiana', "ha ottenuto diversi documenti dagli investigatori italiani da canali informali, ma non a livello diplomatico". Soltanto con degli atti ufficiali è possibile provare le irregolarità. L'India aveva chiesto la collaborazione anche di altri Paesi coinvolti nel riciclaggio delle tangenti veicolate attraverso diversi mediatori. Si tratta di Regno Unito, Tunisia, Svizzera, Isole Cayman, Singapore, Isole Vergini britanniche, Mauritius e Emirati Arabi. Tuttavia, precisa un funzionario della Cbi citato dal giornale, "nessuno ha risposto alle richieste di New Delhi"
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